Centro di Eccellenza Laurence K.J. Feininger

LA SCUOLA POLICORALE ROMANA DEL SEI-SETTECENTO

Domenica 11 ottobre – ore 20.30 | Trento – Chiesa di San Francesco Saverio

LA SCUOLA POLICORALE ROMANA DEL SEI-SETTECENTO

Missa Tiracorda di O. Benevoli e Mottetti di P. Cannicciari e G.O. Pitoni

Ensemble vocale Iucunditas
Ensemble vocale Dulcedo
Ensemble strumentale Zelus
Roberto Gianotti, direttore

In collaborazione con il 55° Festival di Musica Sacra 2026
Trentino-Alto Adige / Südtirol

 

Nuovo appuntamento per Trento Musicantica domenica 11 ottobre nella Chiesa di San Francesco Saverio. Protagonisti del concerto in omaggio a Laurence Feininger sono l’Ensemble vocale Iucunditas, l’Ensemble vocale Dulcedo e l’Ensemble strumentale Zelus diretti da Roberto Gianotti.

Progetto e cura artistica del Festival: Danilo Curti-Feininger, Roberto Gianotti, Marco Gozzi.

Tra progetti speciali, ricorrenze e programmi di raro ascolto, prosegue il cammino di Trento Musicantica, il Festival che ogni autunno trasforma il capoluogo trentino in palcoscenico diffuso per la musica antica, con artisti ed ensemble specializzati nei diversi repertori. Come per l’evento del 4 ottobre, anche il prossimo appuntamento, domenica 11 ottobre alle 20.30 nella Chiesa di San Francesco Saverio, è realizzato in collaborazione con il Festival regionale di Musica Sacra di Bolzano e Trento. Lungo il filo rosso delle celebrazioni feiningeriane, il concerto riprende uno dei principali campi di studio di Laurence Feininger: la produzione liturgica della Scuola policorale romana del Sei-Settecento. 

Diretti da Roberto Gianotti, l’Ensemble vocale Iucunditas, l’Ensemble vocale Dulcedo e l’Ensemble strumentale Zelus con Desiree Calzavara violoncello barocco, Eddy Serafini, liuto e Stefano Rattini, organo, eseguiranno l’intera monumentale Missa ‘Tiracorda’ a sedici voci di Orazio Benevoli (pubblicata da Laurence Feininger nel 1951), insieme a due mottetti a quattro voci di altri due grandi compositori di scuola romana, Jesu corona virginum a 4 voci di Pompeo Cannicciari, maestro di cappella a Roma presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, e Rorate cæli a 4 voci di Giuseppe Ottavio Pitoni, autore di una vasta produzione nel campo della musica sacra, secondo l’edizione critica di Roberto Gianotti uscita nel 2022.

Alle opere di Benevoli e di altri autori della Scuola Romana Barocca Feininger dedicò molti studi, trascrizioni e pubblicazioni – ad iniziare dal 1950 – nelle collane della sua “Societas Universalis Sanctae Ceciliae”, ma le rese anche suono vivo attraverso le voci del suo giovane coro trentino: il Coro del Concilio da lui fondato e diretto fino al 1970. Nessun altro sembrava essersi accorto fino ad allora di quei beni preziosi, di quei “tesori nascosti”, della scrittura innovativa di Benevoli e delle sue Messe dove abbiamo “per la prima volta nella storia della musica, delle vere fughe, sviluppate – sono parole di Feininger – in una maniera davvero sbalorditiva: cosa che prima di Bach, grande maestro della fuga, non si crederebbe possibile”.

Anche nella grandiosa Missa Tiracorda a sedici voci, tramandata da diversi manoscritti di archivi e biblioteche romane la sempre affascinante scrittura di Benevoli sa alternare sapientemente momenti di grande cantabilità a momenti corali di intensa potenza espressiva, con un controllo estremamente vigile del contrappunto e un’attenzione molto accurata del testo sacro.

Un appuntamento che consente di addentrarsi in un repertorio prezioso e raramente eseguito, con pagine che aprono a storie e contesti di ricercata profondità compositiva, in una fascinosa moltitudine di spunti e stili. Un intenso omaggio alla figura di Laurence Feininger e alla sua grande passione per lo studio e la riscoperta della policoralità romana tra Seicento e Settecento. 

Il Festival prosegue mercoledì 21 ottobre alle 20.30 nella Badia di San Lorenzo con il concerto che vede protagonista l’Ensemble Vocale Exsurge Domine, guidato da Enrico Correggia, impegnato in un viaggio in musica nella memoria del medioevo latino con brani di canto ambrosiano, romano antico e beneventano sino al grande mottetto a quattro voci del 1420 Vasilissa ergo gaude di Guillaume Dufay, tramandato dal codice Trento 87 (di cui Feininger pubblicò l’indice tematico).