Centro di Eccellenza Laurence K.J. Feininger

Laurence Feininger: arte, musica e fede

Laurence Feininger: arte, musica e fede

NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA (1976-2026)

1960- Laurence Feininger al piano, in una foto del fratello T. Lux Feininger

Il prossimo 7 gennaio 2026 ricorre il 50° anniversario della scomparsa di don Lorenzo Feininger. Il Centro di eccellenza Laurence K.J. Feininger – Associazione culturale per la ricerca musicale – organizza in questo giorno un Concerto presso la Sala della Filarmonica di Trento ad ore 20,30 ed alle ore 18.00 presso la Chiesa del Seminario diocesano (corso 3 novembre, 46) verrà celebrata una S: Messa in memoria accompagnata dai canti gregoriani del Gruppo vocale Feininger.
L’ingresso è libero

Il 7 gennaio 1976 moriva, in un incidente stradale a Campo di Trens (Bressanone) Laurence K.J. Feininger, artista, musicista, editore, sacerdote, vissuto a Trento fra il 1938 e il 1976.
Cresciuto a Berlino e tra Weimar e Dessau nel fervido clima culturale del Bauhaus, Feininger aveva posto la musica antica al centro dei propri interessi sin dagli studi universitari ad Heidelberg e nel capoluogo trentino approdava per un primo grande progetto di ricerca: la trascrizione dei sette Codici musicali, la più ricca fonte di letteratura musicale europea del Quattrocento. Dopo l’internamento subìto nel 1943 a Montechiarugolo – i Feininger erano cittadini americani – e la scelta religiosa di diventare sacerdote, si dedicava ad un immane impegno: contribuire alla rigenerazione spirituale attraverso la bellezza del patrimonio musicale liturgico barocco. Riscopre e pubblica con la sua casa editrice “Societas Universalis Sanctae Ceciliae” le opere polifoniche del Quattrocento e quelle policorali dei maestri romani e, per vent’anni, ne sperimenta la forza estetica e teologica con i ragazzi del Coro del Concilio di Trento. Dopo il Concilio Vaticano II e la conseguente trasformazione della liturgia, il suo principale obiettivo divenne quello di salvare dalla dispersione, dalla distruzione e dall’oblio i tesori musicali della Chiesa cattolica.

Una operazione immane i cui risultati sono oggi custoditi al Castello del Buoncosiglio nella Biblioteca musicale Laurence K. J. Feininger (135 codici gregoriani dal XII al XIX secolo; circa 300 composizioni polifoniche manoscritte di maestri della Scuola policorale romana del Seicento-Settecento; oltre 1.100 edizioni liturgiche dal 1479 al 1949, un archivio fotografico di 1.300 bobine di negativi e di circa 300.000 fotografie di partiture conservate in biblioteche e archivi di tutto il mondo, numerose trascrizioni di musica sacra e le pubblicazioni della “Societas Universalis Sanctae Ceciliae” (142 volumi di opere di Scuola policorale romana e di capolavori del Quattrocento musicale europeo). Si tratta della più importante raccolta specializzata in musica liturgica esistente al mondo, (forse seconda solo alla Vaticana) ed è da quarant’anni riferimento per studi musicologici internazionali.

In occasione del 50° anniversario della scomparsa il Centro di eccellenza Laurence K. J. Feininger di Trento, che dal 2011 cura la conservazione e diffusione di tale patrimonio bibliografico, programma – in rete con altri enti e associazioni musicali- un calendario di inziative destinate a ricordare la vita e l’opera di Don Lorenzo. Punto di partenza non poteva che essere proprio il 7 gennaio con la realizzazione di un doppio appuntamento aperto a tutti.

Alle 18.00 nella Chiesa del Seminario Diocesano (in Via 3 novembre 46 disponibile anche parcheggio interno) la celebrazione della Messa in latino cantata in gregoriano dal Gruppo vocale Feininger (Marco Gozzi, Salvatore De Salvo, Roberto Gianotti), omaggiando la figura del musicologo e del sacerdote.

Ma Laurence Feininger era musicista completo: suonava diversi strumenti e sapeva come ben dirigere un coro, ma soprattutto indirizzava i propri talenti alla dimensione creativa, lasciando in eredità una consistente quantità di composizioni cameristiche per i favoriti pianoforte e organo, ma anche per ensemble di archi o misti con i fiati. «Trovo che sia molto errato – scriveva – considerarmi come un musicologo che, tra l’altro, è anche compositore: ciò pregiudicherebbe implicitamente il valore del mio modo di comporre, che va visto per ciò che è nel risultato musicale a sè stante». Una scrittura, la sua, che affonda le radici nei modi gregoriani, assorbe la polifonia rinascimentale e barocca proiettando il tutto in mezzo al Novecento atonale e poliritmico in opere cameristiche: si potrà averne esempio nella seconda parte della serata.

Alle ore 20.30 infatti nella Sala Filarmonica di Via Verdi a Trento la pianista Lucrezia Slomp, gli organisti Paolo Delama e Stefano Rattini, il Ludus Quartett (Andrea Ferroni e Ivo Crepaldi violini, Alex Monteverde viola e Ivo Brigadoi violoncello) si alterneranno nel dar vita alle composizioni di Laurence Feininger. Cuore del programma l’esecuzione del quartetto per archi composto nel 1939, che troverà qui la sua prima assoluta, circondato dalle suite e dai preludi e fughe per le due diverse tastiere (Suite II, Suite di brani sciolti e Preludio e Fuga XV): pagine che, sin dalla titolazione riflettono l’amore per le forme antiche e l’arte del contrappunto del sommo Johann Sebastian Bach. Il compositore di Eisenach sarà quindi chiamato in causa direttamente con la Fuga in sol min BWV 578 per organo ed indirettamente per le suggestioni esercitate nella letteratura pianistica otto-novecentesca tra F. Liszt, “trascrittore” del preludio e fuga in la min. BWV543 e D. Schostakovic con il Preludio e fuga in mi min Op. 89 n. 7. A chiudere la Fuga XII “Ashaversus” di Lyonel Feininger il celebre padre di Laurence, non solo votato alle arti figurative, ma nello slancio sinestesico dell’epoca sua, pure raffinato compositore.