Centro di Eccellenza Laurence K.J. Feininger
Mercoledì 21 ottobre – ore 20.30 | Trento – Badia di San Lorenzo
VIAGGIO NELLA MEMORIA DEL MEDIOEVO LATINO
L’eredità di Laurence Feininger
Ensemble Vocale Exsurge Domine
Nuovo appuntamento nel ricco calendario di eventi di Trento Musicantica.
Mercoledì 21 ottobre, nell’antica Badia di San Lorenzo, è in scena l’Ensemble Vocale Exsurge Domine con un programma che si addentra nei repertori del Medioevo latino.
Progetto e cura artistica del Festival: Danilo Curti-Feininger, Roberto Gianotti, Marco Gozzi.
Nella storica e suggestiva cornice della Badia di San Lorenzo, mercoledì 21 ottobre alle 20.30 è in programma il sesto concerto di Trento Musicantica, festival che prosegue il suo avvincente e intenso cammino lungo i fascinosi sentieri della musica antica. Protagonista dell’appuntamento, impegnato a gettare nuova luce su un repertorio poco conosciuto, è l’Ensemble Vocale Exsurge Domine con Enrico Correggia, Salvatore Bua, Camillo Are e Paolo Davolio. Fondato e diretto da Enrico Correggia, l’Ensemble è specializzato nel canto gregoriano, nella polifonia antica e nella riscoperta dei codici medievali e ha all’attivo partecipazioni in diversi festival nazionali di musica medievale.
Per l’occasione l’Ensemble proporrà un viaggio in musica nella memoria del medioevo latino con brani di canto ambrosiano, romano antico e beneventano sino al grande mottetto a quattro voci del 1420 Vasilissa ergo gaude di Guillaume Dufay.
Il concerto si inserisce nel filone tematico di approfondimento dell’eredità materiale e spirituale di Laurence Feininger nel 50esimo anniversario della morte e rappresenta un omaggio alla sua figura e alla sua straordinaria raccolta di testi di musica sacra, una vastissima collezione famosa in tutto il mondo di codici di canto gregoriano e ambrosiano dal XII al XVIII secolo, di manoscritti musicali polifonici della scuola romana del Seicento e del Settecento, e di volumi a stampa, a partire dal ‘500, di carattere liturgico musicale.
Il percorso d’ascolto della serata muove i passi dai repertori pre-gregoriani, come il romano antico, il beneventano e l’ambrosiano: testimonianze di un’epoca in cui il centro del mondo culturale e liturgico guardava ancora al Mediterraneo e ai grandi poli di Gerusalemme e Costantinopoli. Si giunge poi al grande spartiacque rappresentato da Carlo Magno, ricordandone l’incoronazione attraverso le Laudes Regiae. La grande opera carolingia di unificazione del canto liturgico in quel repertorio chiamato “gregoriano” è rappresentata dall’inno Ut queant laxis, celebre a causa dell’estrazione delle sillabe ad opera di Guido d’Arezzo che costituiscono i nomi delle nostre note, eseguito in concerto secondo il ritmo del metro poetico del testo. Il programma prosegue con il Sanctus: Divinum mysterium, esempio del mondo dei tropi, il lato poetico della liturgia che ha caratterizzato l’Occidente latino fino alle revisioni del Concilio di Trento.
Dalla Biblioteca Laurence Feininger seguono l’inno O gloriosa Domina attribuito storicamente a Venanzio Fortunato, inno che costituiva in origine la seconda parte del più ampio Quem terra, pontus, sidera, destinato alle Lodi nelle festività mariane, e l’inno Jesu dulcis memoria, attribuito tradizionalmente a san Bernardo di Chiaravalle, ma dalla storiografia moderna riferito più cautamente a Stephen Langton o a un autore cistercense del tardo XII secolo affine al pensiero bernardiano. I due brani, entrambi a tre voci, sono tratti dal manoscritto FC 133, un piccolo e prezioso cantolino francescano del XV secolo.
Segue in scaletta l’inno Aeterne rerum conditor, esecuzione che si inserisce nel solco di ricerca inaugurato dal Progetto RAPHAEL (Rhythmic And Proportional Hidden or Actual ELements in Plainchant 1350-1650), dedicato al censimento, allo studio e al restauro del canto liturgico caratterizzato da elementi ritmico-proporzionali, evidenziando l’importanza decisiva della dimensione ritmica nell’esecuzione e nella comprensione della musica liturgica dei secoli XIV-XVII. Il concerto si conclude con il celebre mottetto Vasilissa ergo gaude, composto nel 1420 da Guillaume Dufay per le nozze di Cleofe Malatesta con Teodoro II Paleologo, signore della Morea e figlio dell’imperatore bizantino. Il brano è tratto dal codice Trento 87 (Tr87), il primo dei famosi sette Codici Musicali Trentini del Quattrocento: una delle raccolte di musica sacra del XV secolo più imponenti al mondo, il cui studio costituì la motivazione principale dell’avvento a Trento di Laurence Feininger.
Un appuntamento che diventa un viaggio nei diversi repertori del medioevo latino, un invito a scoprire pagine di rara esecuzione in un labirinto di note, storie e intense suggestioni.
Trento Musicantica prosegue venerdì 30 ottobre alle 20.30 nel Refettorio clesiano del Castello del Buonconsiglio con il concerto del Gruppo vocale Laurence Feininger, diretto da Roberto Gianotti, impegnato in un programma di canti liturgici e devozionali francescani, alcuni dei quali derivati dalla Biblioteca Musicale Laurence Feininger, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.